È possibile promuovere una lettura del pensiero di Thomas Hobbes attraverso una chiave interpretativa di teoria del diritto? È questa la domanda centrale che guida questo volume, con l’obiettivo di restituire al pensiero del filosofo di Malmesbury la profondità autenticamente giuridica che gli appartiene.
Dal rapporto tra legge naturale e legge civile alla teologia politica; dalla forma simbolica del Leviatano al rapporto tra patto e potere sovrano; dalla categoria dell’autorizzazione come presupposto della rappresentanza politica alla teoria dell’obbligo giuridico – i contributi raccolti in questo volume esplorano, in modi diversi ma complementari, i luoghi concettuali fondamentali del pensiero di Hobbes, per ripresentarli in una prospettiva di teoria del diritto ancora troppo poco sondata.
Il pensiero hobbesiano, che in modo incomparabile ha contribuito a costruire l’architettura concettuale della modernità giuridica – e dunque alla formalizzazione del soggetto giuridico come paradigma della libertà, dell’obbligazione e della rappresentanza – non solo, come si sostiene in questo volume, si rivela assolutamente interno alla teoria del diritto, ma, proprio per le categorie che mobilita, permette di leggere alcune delle tensioni più profonde che scuotono il diritto contemporaneo.