Call for papers
Call for papers n. 9 (1/2026)
Il concetto di abitudine e il rapporto tra abitudine e autonomia / The concept of habit and the relation between habit and autonomy.
Scadenza: 30.03.2026
Il concetto di abitudine occupa un posto centrale nella riflessione filosofica, psicologica e antropologica: esso rappresenta al tempo stesso una forma di adattamento e una soglia di libertà. L’abitudine struttura la vita umana, stabilizza le azioni e rende possibile la continuità dell’esperienza; e tuttavia, proprio perché radicata nella ripetizione e nella passività, sembra minacciare l’autonomia e la capacità di iniziativa. La filosofia moderna e contemporanea ha oscillato tra queste due polarità. Da Aristotele a Hume, da Kant a Bergson, da Dewey a Merleau-Ponty, l’abitudine è stata intesa ora come virtù formativa, ora come inerzia meccanica, ora come condizione incarnata della libertà. In un tempo in cui le nostre abitudini sono sempre più plasmate da tecnologie, algoritmi e ambienti digitali, la domanda torna urgente: fino a che punto l’abitudine sostiene l’autonomia, e quando invece la erode?
Questa sezione Discussioni intende esplorare criticamente la dialettica tra abitudine e autonomia, considerandola da prospettive diverse - storiche, teoretiche, etiche e politiche - e favorendo un dialogo interdisciplinare tra filosofia, scienze cognitive, etica applicata e teoria sociale. L’obiettivo è un’ampia discussione che indaghi se l’abitudine debba essere intesa come un limite dell’autonomia o, al contrario, come la sua condizione pratica: una forma di “ragione incarnata” che rende possibile l’azione libera e stabile nel mondo.
Saranno particolarmente apprezzati contributi che affrontino i seguenti ambiti di ricerca:
- Storia del concetto di abitudine in prospettiva morale, connessa al pensiero di uno o più autori;
- Abitudine e libertà: l’abitudine come forma incarnata di razionalità pratica; la ripetizione come condizione della scelta e della deliberazione.
- Etica e formazione del carattere: virtù, costumi, pratiche educative, ethos comunitario.
- Abitudine e potere: la dimensione sociale e politica dell’automatismo; l’abitudine come strumento di controllo o di resistenza.
- Corpo, mente e tecnica: neuroscienze e filosofia della mente; l’automatizzazione del gesto.
- Hexis, habitus e abitudine: il passaggio dalle inclinazioni alle disposizioni stabili e alla consuetudine; natura e formazione delle identità pratiche.
- Abitudine, assuefazione alla sottomissione e rivolta: il rapporto fra abitudine e forze sociali trasformative.
- L’identità personale è soltanto un’abitudine?
Call for papers n. 10 (2/2026)
Valori tra relativismo e assolutismo. Prospettive storiche, teoriche e pratiche / Values between relativism and absolutism
Scadenza: 30.09.2026
Il dibattito sui valori, e in particolare sulla tensione tra relativismo e assolutismo, rappresenta una delle questioni più feconde e controverse della riflessione filosofica. In un’epoca segnata da pluralismo culturale, trasformazioni sociali e crisi delle certezze normative, la domanda sul fondamento dei valori torna a imporsi, con forza crescente: esistono valori universali, validi per tutti e in ogni tempo, oppure ogni valore è storicamente e culturalmente determinato?
Tra la pretesa di universalità e il rischio di frammentazione relativistica si colloca lo spazio di una ricerca rinnovata, capace di interrogare le condizioni di possibilità del giudizio morale, del dialogo interculturale e della convivenza politica. La filosofia, la storia delle idee e le scienze umane sono chiamate a riflettere su come i valori nascano, si trasformino e si traducano in pratiche concrete, senza perdere il riferimento alla dignità dell’umano.
Questa sezione Discussioni si propone di esplorare il tema da prospettive molteplici – storiche, teoretiche, pratiche e applicative – favorendo il confronto tra approcci filosofici, etici, politici e antropologici.
Saranno accolti contributi che affrontino, tra gli altri, i seguenti ambiti di indagine:
- Radici storiche del relativismo e dell’assolutismo del valore, con particolare attenzione ai valori moralmente connotati.
- Fondamenti teorici del valore: ontologia, assiologia, ragion pratica, metaetica, fenomenologia ed ermeneutica dei valori.
- Etica normativa e valori: qual è il criterio di validità dei valori nella prassi concreta e in quale senso i valori sono principi d’azione; come si risolvono i conflitti fra valori.
- Valore e storia: la variazione dei valori all’interno di una stessa cultura nel tempo, la sfida che questo pone a un’interpretazione non relativista dei valori.
- Valore e dimensione politica e giuridica: che ruolo hanno i valori in rapporto alla giustizia politica e all’esercizio del diritto.
- Il concetto di valore in relazione agli scenari contemporanei dell’etica pratica: etica economica, bioetica, ambiente, intelligenza artificiale, comunicazione digitale, etica pubblica e professionale, etica sociale.
- Valori ed eguaglianza: il rapporto fra pluralismo dei valori ed eguaglianza morale e politica.
- Analisi teorica approfondita di singoli valori o gruppi di valori.
SULLA RIVISTA
La Società Italiana di Filosofia Morale, dando seguito a uno dei suoi scopi statutari, ha fondato Filosofia Morale/Moral Philosophy, una nuova rivista scientifica digitale, ad accesso libero e sottoposta a revisione a doppio cieco.
La pubblicazione degli Articoli, delle Discussioni e delle Recensioni non ha alcun costo per gli autori.
La rivista intende essere uno spazio comune di ricerca, aperto al contributo di tutte le persone impegnate nello studio dell’etica e capace di promuovere un senso di appartenenza alla comunità scientifica della filosofia morale.
Filosofia Morale/Moral Philosophy pubblica contributi nell’ambito della filosofia morale e delle discipline limitrofe (politica, teoretica, estetica, linguaggio, antropologia, religione), in una prospettiva pluralista, aperta alle diverse tradizioni di pensiero e ai diversi approcci che animano l’etica. La rivista ospita contributi storici, teorici, applicati e interdisciplinari. I contributi possono essere scritti in lingua italiana, inglese, francese, tedesca e spagnola, purché redatti o rivisti da una persona madrelingua a cura dell’autrice o dell’autore.
I criteri di selezione sono il rigore argomentativo, l’originalità delle tesi e l’accuratezza della documentazione, nonché la correttezza e il rispetto di ogni persona, anche nell’espressione di obiezioni e critiche verso le autrici e gli autori.
La rivista ospita tre sezioni: Articoli, Discussioni e Recensioni.
La sezione Articoli non è tematica: si pubblicano contributi di lunghezza compresa fra 30.000 e 50.000 caratteri (spazi, bibliografia e note inclusi) su ogni argomento che rientri nell’area della filosofia morale ampiamente intesa.
Le proposte di contributo possono essere sottoposte durante tutto l’anno.
Il vaglio delle proposte è svolto in doppio cieco. La pubblicazione avviene nel primo fascicolo disponibile.
La sezione Discussioni è tematica: si ospitano contributi di lunghezza compresa fra 15.000 e 30.000 caratteri, pertinenti al tema che viene indicato per ciascun fascicolo nella sezione Call for papers: https://mimesisjournals.com/ojs/index.php/MF/call-for-papers.
Il vaglio delle proposte si svolge in doppio cieco. La pubblicazione avviene nel fascicolo pertinente al tema.
La scadenza per la presentazione dei contributi per questa sezione è indicata nella sezione “Call for papers”
La sezione Recensioni ospita contributi di lunghezza non superiore a 15.000 caratteri, privi di note e bibliografia, riguardanti volumi di interesse per la filosofia morale ampiamente intesa.
I contributi di tutte le tipologie vanno caricati sul sito nella sezione “Proposte”: https://mimesisjournals.com/ojs/index.php/MF/about/submissions.
Gli Articoli e le Discussioni devono essere sottoposti in forma anonima. Le Recensioni recano il nome dell’autrice o dell’autore.
