L’inconciliabile. Il secolo di Alain Badiou e Pier Paolo Pasolini
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Parole chiave

Badiou, Pasolini, distrazione, realtà, mondo occidentale.

Come citare

Tusa, G. (2021). L’inconciliabile. Il secolo di Alain Badiou e Pier Paolo Pasolini. Scenari, (7), 100-109. Recuperato da https://mimesisjournals.com/ojs/index.php/scenari/article/view/1215

Abstract

Il mio saggio è stato pubblicato originariamente nel 2016, come postfazione
all’edizione italiana del testo di Alain Badiou À la recherche du
réel perdu. In questo libro, Badiou dedica una lunga discussione a «Le
ceneri di Gramsci», una poesia scritta nel 1954 da Pier Paolo Pasolini.
Commentando la poesia di Pasolini, Badiou descrive il moderno mondo
occidentale contemporaneo come un mondo in cui «non c’è nulla eccetto
la distrazione. Non c’è nulla eccetto la preoccupazione di mantenere se
stessi il più possibile distanti dalla realtà». Si tratta di qualcosa che Pasolini
descriverà come «sostituire la vita con la sopravvivenza», cioè una nonvita
o una pseudo-vita «in grado fare null’altro che continuare un lavoro
negativo di distrazione». Nel mio saggio esploro la stretta relazione tra
il lavoro di Pasolini e Badiou, per comprendere la sua idea sul ventesimo
secolo, che egli definì – nello storico seminario che Badiou diede al
Collège International de Philosophie di Parigi, più tardi pubblicato sotto
il titolo Le Siècle – come il secolo della «passione per il reale».

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