Dal costume alla scostumatezza. Ruoli tematici della maleducazione vestimentaria
Abstract
L’articolo esplora le dinamiche semiotiche e culturali della “maleducazione vestimentaria”, intesa come insieme di pratiche di abbigliamento che deviano, intenzionalmente o involontariamente, dalle norme di gusto, decenza e appropriatezza sociale. Il principale contributo teorico consiste nella proposta di una tipologia di quattro ruoli tematici (il grossier, il parvenu, l’arrivista e la figura dello sciatto), ciascuno definito in base alla propria relazione con il gusto normativo (buono/cattivo), al grado di competenza stilistica e al livello di intenzionalità (autenticità vs performance strategica). Tale quadro viene formalizzato in una mappatura semiotica che organizza le interazioni tra autenticità, strategia, buon gusto e cattivo gusto. L’articolo sostiene che le cattive maniere della moda (l’abbigliamento rude o improprio) non costituiscano semplicemente un fallimento o un errore, ma una modalità di produzione di senso: una negoziazione dell’identità, dell’aspirazione sociale, della sovversione e del capitale culturale. Che sia istintiva, imitativa, ironica o opportunistica, la trasgressione delle norme vestimentarie diventa uno strumento attraverso cui gli individui affermano la propria persona, la classe sociale, l’appartenenza subculturale o una forma di resistenza.
