Eating with the Hands. Toward a Gastronomic Degree Zero?
Abstract
Nuova espressione della crescente ideologia naturalista, mangiare con le mani sembra incarnare un ritorno alle origini, a un contatto diretto e sensuale con il cibo. Tuttavia, a uno sguardo più attento, questa pratica si rivela come un campo di regole implicite ed esplicite che variano nel tempo e nello spazio. Dal banchetto medievale allo street food contemporaneo, l’assenza delle posate non elimina la mediazione, semmai la trasforma: l’introduzione delle mani a tavola mette in discussione i codici consolidati del buon gusto, proponendo nuove forme di relazione con il cibo e con gli altri. Lungi dall’essere un semplice atto di trasgressione, il mangiare con le mani apre orizzonti complessi di significato, in cui igiene, estetica, decoro e convivialità si intrecciano. In questo senso, mangiare con le mani non è un ritorno a un “grado zero” gastronomico, ma l’apertura a forme di vita che ridefiniscono continuamente la nostra comprensione del gusto, del corpo e della società.
