Nude & Rude. Modelli e rituali di trasgressione nelle culture musicali giovanili
Abstract
Il saggio esplora in che misura il comportamento irregolare e la trasgressione delle norme sociali siano stati un elemento dominante e strutturale della musica rock e delle culture giovanili a essa collegate dagli anni Cinquanta a oggi, agendo come catalizzatori di energie esistenziali e sociali. Questo modello strategico ha alimentato una costante opposizione tra vecchio e nuovo, adulti e giovani, conservazione e ribellione. L’esplosione del rock ’n’ roll, con artisti come Elvis Presley, suscitò immediatamente un’ondata di “panico morale”, dando luogo a censura e all’etichettamento dei musicisti come “delinquenti”, un marchio che in seguito venne rovesciato e rivendicato positivamente come pratica estetica distintiva.
Il fenomeno fu accentuato dai Rolling Stones che, a differenza dei Beatles “addomesticati”, enfatizzarono la propria immagine di “bad boys”, trasformando la rozzezza in un ingrediente fondamentale della notorietà e della trasgressione. Dalla controcultura rock al punk e ai generi successivi come il rap e la trap, la violazione delle regole, l’oscenità, l’aggressività e il linguaggio volgare restano elementi essenziali e provocatori, capaci di generare reazioni scandalizzate.
L’articolo si conclude con un focus sull’icona Iggy Pop, artista che, pur attraversando generazioni diverse, ha mantenuto un’identità coerente codificando una propria “cattiveria cool”. In questo contesto, la “rozzezza” appare dunque come un tratto quasi canonico, funzionale al successo e alla produzione artistica.
