“L’uomo delle ventiquattro ore”. Per un’apologia del sogno in Bachelard, Binswanger e Merleau-Ponty
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Parole chiave

sogno, Merleau-Ponty, Binswanger, Bachelard, espressione.

Come citare

Andreini, G. (2026). “L’uomo delle ventiquattro ore”. Per un’apologia del sogno in Bachelard, Binswanger e Merleau-Ponty. Bachelard Studies Études Bachelardiennes Studi Bachelardiani, (2), 173–188. https://doi.org/10.7413/2724-5470134

Abstract

Il contributo si propone di vagliare la portata della convergenza delle riflessioni di Gaston Bachelard, Ludwig Binswanger e Maurice Merleau-Ponty in merito al tema del sogno. A partire da un corpo a corpo con il modello freudiano, queste riflessioni, benché eterogenee nelle finalità, esibiscono un’affinità, più di stampo elettivo che volontaristico, nel convergere verso una vera e propria rottura epistemologica rispetto al paradigma psicoanalitico dominante. Confrontando l’analisi esistenziale binswangeriana, l’immaginazione materiale bachelardiana e la fenomenologia merleau-pontiana, e ricostruendo le linee di contaminazione reciproca, l’articolo illustra come gli sforzi di questi autori convergano nella direzione di una riabilitazione del vissuto onirico. In questa prospettiva, il sogno si fa latore di una significatività imminente, irriducibile al dualismo del contenuto manifesto e del contenuto latente al quale la psicoanalisi lo aveva sino ad allora confinato. In un ribaltamento quasi completo, lungi dall’essere semplice disgregazione della coscienza, il sogno è riscoperto come espressività primordiale, un vissuto privilegiato in cui l’esistenza appare a se stessa, esibendo la coappartenenza di sentimento, immagine e movimento.

https://doi.org/10.7413/2724-5470134
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