Abstract
Questo articolo mette in luce l’importanza di Gaston Bachelard nell’elaborazione di un’ontologia fenomenologica della finzione nelle lezioni raccolte in L’Imagination. Cours à l’Université de Chicago (1975) di Paul Ricœur. Ricœur si ispira in modo decisivo al concetto di “novità” sviluppato nelle Poetiche di Bachelard, secondo cui l’esperienza del nuovo è strettamente connessa alla produttività dell’immaginazione. Bachelard, infatti, riconosce all’immaginazione produttrice una vera e propria portata ontologica.
Ricœur, tuttavia, critica la distinzione proposta da Bachelard tra l’atto del parlare e quello dell’analizzare. Questa critica finisce però per influenzarlo indirettamente, poiché lo spinge a interrogarsi sulla possibilità di una continuità tra scienza e poesia. Tale continuità trova compimento nella sua ontologia della finzione, che si fonda sull’analogia tra metafora e modello.
