Abstract
Di fronte alla moltiplicazione delle forme pseudo e all’assoluta pervasività del modello narrativo, l’analisi della finzione condotta da Bachelard abbandona i piani delle consuete discussioni per entrare nella descrizione della finzione come atto del pensiero, caratterizzato da esponenti di primo, secondo e terzo ordine e da una particolare tessitura della temporalità che costituisce la sua caratteristica saliente e spiega le relazioni con il livello ontologico e cognitivo.
