Abstract
Lo scopo di questo articolo è analizzare la categoria di « incoscienza » nella filosofia di Gaston Bachelard. L’autore dimostra che questa categoria è stata importante per l’intera filosofia bachelardiana, indipendentemente dall’oggetto e dalle fonti di ispirazione. Facendo riferimento sia alla psicoanalisi della cognizione oggettiva sia alla filosofia dell’immaginazione, sostiene che, seguendo il filosofo, possiamo distinguere tre livelli dell’inconscio: individuale, collettivo e cosmico. L’inconscio cosmico risulta sia dall’accettazione dell’immaginazione materiale (L’eau et les rêves, 1942) sia dal riconoscimento dei presupposti della ritmoanalisi di Lúcio Pinheiro dos Santos. Un contesto importante analizzato nel testo è la filosofia cartesiana e la categoria del cogito, che compare nella La poetica della rêverie, 1962. Tuttavia, non si tratta del cogito di Cartesio, trasparente e assoluto, bensì del cogito di Bachelard, subordinato all’inconscio.
