Paradoxes de la nuit active : expansion et dissolution de la subjectivité chez Bachelard
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Parole chiave

Immaginario notturno, Poesia e coscienza, Limiti della soggettività, Estetica fenomenologica

Come citare

Barontini, R. (2025). Paradoxes de la nuit active : expansion et dissolution de la subjectivité chez Bachelard. Bachelard Studies Études Bachelardiennes Studi Bachelardiani, (1). Recuperato da https://mimesisjournals.com/ojs/index.php/bachelardstudies/article/view/5652

Abstract

L’articolo propone un’analisi delle implicazioni filosofiche e poetiche del concetto di “notte attiva” nel pensiero di Gaston Bachelard. Attraverso un uso critico delle categorie fenomenologiche e psicoanalitiche, si sostiene che la notte, in Bachelard, funzioni come una forza strutturante a livello ontologico, capace di ridefinire le condizioni di emergenza della soggettività poetica. Attraverso le figure della rêverie, della materia notturna e della dissoluzione dell’io, si esamina come la notte agisca come uno spazio liminale tra l’annullamento della coscienza e la sua riformulazione immaginativa. Intesa come quinto elemento cosmico, la notte bachelardiana articola una tensione irriducibile tra annientamento ontologico e genesi poetica del soggetto, rivelando l’impossibilità di una metafisica della notte pienamente costituita, ma aprendo un campo euristico per una poetica della soggettività liminare.

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