Call for papers vol. 2/2026
Derrida, d’autre part
A cura di Matteo Bonazzi (PA, Università di Verona) e Marcello Ghilardi (PO, Università di Padova)
Le questioni chiave del pensiero post-strutturalista e del decostruzionismo francese sono state al centro del dibattito filosofico internazionale tra gli anni Sessanta e i primi anni Duemila. Con la morte di Derrida e un progressivo allontanamento dagli aspetti eccessivi del cosiddetto postmodernismo, si è assistito a un declino e a un significativo calo di interesse, in Francia come altrove. A oltre vent’anni dalla scomparsa del pensatore francese questo saggio si propone di valutare criticamente quell’eredità filosofica, le strade che ancora offre e quelle che dovremmo continuare a esplorare. In particolare, restano di grande attualità – e quindi degni di essere mantenuti vivi o rilanciati nei programmi di ricerca filosofica contemporanea – i temi dell’alterità e della differenza (da non concepire all’ombra dell’identità o della “medesimezza”), della traduzione e del pluralismo linguistico come strumenti di pensiero critico, della critica di ogni presupposto ideologico di “origine”, nonché di una riflessione sul significato e sui limiti di ciò che in senso lato rientra nell’idea di “istituzione” (politica, accademica, religiosa, scientifica), al fine di promuovere l’ideale di una ricerca sempre autocritica, capace di contenere – e non di abolire o escludere – le tensioni e le contraddizioni che la innervano.
L’espressione francese d’autre part indica sia il fatto che il pensiero di Derrida resiste e rimane fecondo al di là dei suoi eccessi epigonali o delle sue più o meno adeguate attribuzioni di postmodernismo o di “liquidazione della verità” in relazione alla ricerca filosofica, sia il fatto che esso viene letto, analizzato, interpretato e avanzato da “altri lati”, a partire da istanze, contesti, tradizioni e linguaggi diversi.
Il presente numero di Scenari si propone di esplorare diverse prospettive attorno al pensiero di Derrida e alle forme di decostruzionismo, prestando particolare attenzione al peculiare rapporto con la psicoanalisi, ovvero all’influenza di Freud e Lacan sull’opera di Derrida. Sono invitati contributi di orientamento sia storico che teorico provenienti da diverse aree della filosofia come ontologia, estetica, fenomenologia, etica e filosofia politica.
Si accettano contributi in italiano, inglese, tedesco, francese o spagnolo, di lunghezza compresa tra 30.000 e un massimo di 40.000-45.000 caratteri, spazi e note inclusi, che indichino titolo, abstract (max 1.000 caratteri), 5 parole chiave, indirizzo e-mail e breve biografia (max 900 caratteri) in italiano e in inglese.
Per ulteriori chiarimenti, consultare le pagine 7 e 8 delle Norme Editoriali di “Scenari”.
Inviare le proposte ai seguenti indirizzi: matteo.bonazzi@univr.it, marcello.ghilardi@unipd.it
Scadenza per la proposta dei saggi: 15 giugno 2026
Notifica di accettazione: 1 agosto 2026
Invio definitivo: 7 settembre 2026
Pubblicazione: dicembre 2026
