Soggettività diasporiche e politiche del suono: Indígena di Tania León tra Glissant e il femminismo decoloniale
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Parole chiave

Glissant, Indígena, politica della musica, Tania León, soggettività diasporiche

Come citare

Villani, F. M. (2026). Soggettività diasporiche e politiche del suono: Indígena di Tania León tra Glissant e il femminismo decoloniale. Scenari, (24). https://doi.org/10.7413/24208914254

Abstract

Nella Poetica della Relazione Glissant riflette sulla poetica, la quale, agendo sull’immaginario, permette di rinegoziare le dinamiche di potere. Al contempo, nel contesto della teoria decoloniale, la filosofia assume spesso una forma ibrida con forti influenze letterarie e poetiche. Il presente lavoro indaga il nesso che si instaura tra prassi musicale e studi femministi e decoloniali, sostenendo che la musica costituisca una forma di pensiero del/dal margine, caratterizzato da una continua dislocazione, che consente di pensare altrimenti. Tale trattazione è accompagnata dall’analisi di Indígena di Tania León, in cui la compositrice indaga il confine tra USA e Cuba e il rapporto tra le varie identità che costituiscono l’isola. Vicina al pensiero di frontiera di Anzaldúa, il rifiuto delle etichette – di genere, musicali, culturali – da parte della compositrice fa sì che il suo lavoro diventi, se letto in chiave intersezionale, un vero e proprio manifesto politico.

https://doi.org/10.7413/24208914254
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