Abstract
Il presente contributo esplora la natura polivalente e talvolta contraddittoria del concetto di limite (articolato anche come confine, soglia o margine) all’interno del pensiero ecologico contemporaneo, analizzandone le diverse logiche ontologiche, etiche e politiche. Attraverso una prospettiva interdisciplinare, il saggio rintraccia lo spettro del limite a partire dai parametri tecnico-scientifici per giungere alla sua configurazione come dispositivo ideologico e biopolitico nel concetto di catastrofe ambientale, analizzando in particolare la centralità del limite demografico nell’ambientalismo di matrice malthusiana. Si evidenzia come tale approccio tenda a naturalizzare il catastrofismo in termini di destino deterministico, deviando l’attenzione dalle disuguaglianze strutturali. In conclusione, si propone una decostruzione critica del limite che miri a trasformare il confine da luogo di fatalismo a soglia di possibilità creativa per la giustizia ambientale e planetaria.
