Abstract
Questo articolo delinea un’indagine sullo stile non come espressione individuale oppure collettiva, bensì come “modo di pensare”. Perciò non segue la via enfatizzante della molteplicità; al contrario, l’insistenza unilaterale sul molteplice è probabilmente l’ostacolo più grande da affrontare. Bisogna dunque procedere verso le differenze di famiglia, così da scindere la dimensione degli stili nel disgiuntivo, nel “soltanto congiuntivo” e nel flessibile. Non si auspica alcuna sintesi tra di essi: il pluralismo logico, cioè il conflitto e il possibile intreccio tra gli stili (che sono “modi” della logica), è permanente. Vengono invece indicate tre vie per la flessibilità come categoria filosofica eminente: le estetiche conflittuali, il soggetto diviso, il pensiero strategico.
