Abstract
L’intento del contributo è estrapolare dalle osservazioni di Wittgenstein sui fondamenti della matematica una critica decostruttiva al platonismo matematico. Secondo la concezione platonista, la matematica si occupa di oggetti astratti esistenti indipendentemente dalle cose empiriche e dalla nostra conoscenza, e le dimostrazioni servono a rivelarne le proprietà essenziali. Wittgenstein contesta questa lettura: le dimostrazioni non scoprono essenze eteree, ma stabiliscono regole e paradigmi per l’uso dei concetti nelle pratiche della vita. Si mostrerà così che la “realtà matematica” emerge dall’interazione tra linguaggio, pratica dimostrativa e modellizzazione paradigmatica, e che il platonismo è, in definitiva, un miraggio concettuale.
