Abstract
L’articolo affronta il problema degli oggetti matematici nella fenomenologia di Merleau-Ponty, mettendo in rilievo il loro ruolo centrale nella sua teoria dell’espressione e della costituzione della verità. Attraverso la critica a empirismo e idealismo, viene mostrato come le idealità matematiche non siano essenze autosufficienti, ma configurazioni (Gestalten) costituite da operazioni percettive, motorie e simboliche. La matematica emerge così come forma di espressione capace di generare nuovi significati, senza ridursi né a una derivazione delle proprie strutture dalle legalità dell’esperienza percettiva, né a un puro formalismo. L’articolo conclude proponendo un’ipotesi di sintesi tra approcci fenomenologici “pre-teorici” e “intra-teorici”, evidenziando come la prospettiva merleau-pontiana consenta di concepire gli oggetti matematici in chiave dinamica e storica.
