Critica della ragione cartografica
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Parole chiave

Cartografia, Mappa, Territorio, Paesaggio

Come citare

Capodivacca, S. (2026). Critica della ragione cartografica. Scenari. https://doi.org/10.7413/24208914220

Abstract

Critica della ragione cartografica esplora i limiti filosofici ed epistemologici della spinta umana a rappresentare il mondo attraverso le mappe. Partendo dall’allegoria borgesiana della mappa perfetta in scala 1:1 e dalla critica logica di Umberto Eco alla rappresentazione totale, il saggio ripercorre l’evoluzione del pensiero spaziale attraverso i concetti di territorio, paesaggio e mappa. Mostra come la cartografia, lungi dall’essere neutrale, incarni potere politico, significato culturale e astrazione cognitiva. L’analisi individua tre grandi crisi della ragione cartografica: la globalizzazione, che interiorizza la mappatura come logica del comportamento; l’esplorazione spaziale, che rovescia l’orientamento terrestre; e la virtualità digitale, che dissolve i confini dello spazio e rende il mondo non più cartografabile. Nell’era digitale, il saggio propone una rinnovata cartografia interpretativa — una pratica che privilegi la navigazione, l’esperienza e il significato rispetto alla rappresentazione esaustiva. La mappatura diventa così un atto dinamico di esplorazione all’interno di spazi ibridi, fisici e informazionali, dove pratiche come il turismo digitale esemplificano nuovi modi di attraversare e interpretare il mondo attraverso viaggi virtuali e geografie simboliche.

https://doi.org/10.7413/24208914220
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