Abstract
Che senso hanno le Note I-V dei Quaderni Neri in cui Martin Heidegger sembra affermare l’autoannientamento degli Ebrei? Si deve vedere in questa e in altre affermazioni di quei Quaderni una forma di antisemitismo? E in che rapporto sarebbe tale antisemitismo con la sua filosofia?
L’articolo risponde con una rilettura teoretica delle Riflessioni e Note del periodo 1930-1948 volta a mostrare come quelle affermazioni siano intrinsecamente legate alla concezione heideggeriana del Moderno e della Tecnica, in un quadro di generale coerenza logica interna del sistema heideggeriano pur non esente da criticità lessicali/concettuali. Il che consente di ribadire l’importanza teoretica di questi scritti per qualsiasi riflessione filosofica sulla tecnica.
