Abstract
Il saggio propone un’interpretazione psicoanalitica della forma urbana attraverso l’analisi comparativa di tre città paradigmatiche – Chicago, New York e Shanghai – ciascuna concepita come un tipo simbolico e psichico. Riprendendo la nozione di Joseph Rykwert della città come costruzione spirituale e simbolica, lo studio esplora come l’architettura urbana esprima le strutture inconsce della civiltà.
Chicago incarna l’“inconscio dello scambio”, in cui il vicolo assume la funzione di luogo architettonico della rimozione, rivelando l’ambivalenza morale del commercio e il ritmo spaziale a bassa intensità della città. Manhattan, al contrario, rappresenta una “città senza inconscio”: il suo sistema a griglia e la densità verticale traducono la valorizzazione finanziaria in una realtà continua, sovraesposta, priva di recessi o negatività. Shanghai, infine, integra entrambi i modelli, unendo l’inconscio mercantile di Chicago alla luminescenza finanziaria di New York. Nella sua duplice natura – al tempo stesso zona di libero scambio e distretto finanziario – Shanghai diventa la città totale, sintesi del capitalismo materiale e immateriale, che attualizza in un unico organismo urbano tutte le fasi storiche del capitale.
