Metapsychologica - rivista di psicanalisi freudiana

Ultimo numero

N. 1 (2025)
Pubblicato il aprile 19, 2026
Oedipus Reloaded

Il presente volume di Metapsychologica raccoglie i contributi sviluppati nel corso del seminario 2024/25 della Scuola di Psicanalisi Freudiana ed è dedicato a un riesame rigoroso del complesso edipico nella teoria freudiana. Il titolo scelto, Œdipus Reloaded, intende segnalare non già una semplice rivisitazione del tema, bensì un’operazione di restituzione teorica: riportare il complesso edipico al suo statuto propriamente metapsicologico, sottraendolo alle deformazioni che una ricezione prolungata e spesso superficiale ha prodotto nel discorso accademico e culturale.

La scelta di dedicare un intero anno al tema dell’Edipo risponde a un’esigenza tanto teorica quanto di denuncia. A più di un secolo dalla sua formulazione, il complesso edipico ha subìto un processo di progressiva banalizzazione che ne ha oscurato la portata concettuale. Le critiche che si sono succedute — dalle obiezioni di matrice strutturalista a quelle di derivazione filosofica e antropologica — si sono rivelate, ad un esame serrato, largamente insufficienti sul piano argomentativo, quando non espressione di rigetti dichiaratamente ideologici.

Uno dei fraintendimenti più radicati e persistenti riguarda la confusione tra il complesso edipico e il mito di Edipo. La ricezione corrente tende a trattare il complesso edipico come se esso fosse un’interpretazione psicanalitica del mito sofocleo, operando così una riduzione del concetto freudiano a una chiave ermeneutica tra le altre. Eppure, come i contributi del seminario hanno opportunamente rilevato, Freud stesso ha escluso in modo esplicito ogni possibile identificazione tra il piano del mito e quello della teoria. Il complesso edipico non è una lettura del mito: è una struttura della soggettività che trova nel mito un’illustrazione privilegiata, non un fondamento. Ciò implica che il complesso edipico non possa mai pretendere di esaurire il mito nelle sue molteplici stratificazioni di senso.

Il volume inoltre sottopone a vaglio critico alcune delle interpretazioni più affermate nel panorama accademico, rivelandone le fragilità strutturali. È il caso, ad esempio, della lettura proposta da Jean-Pierre Vernant, la cui trattazione di concetti fondamentali della cultura greca antica — a partire dalla nozione di philia — rivela un imbarazzo sorprendente nell’affrontare le implicazioni sessuali del testo freudiano, un imbarazzo che non può trovare giustificazione in uno studioso del suo calibro. Analogamente, l’impostazione strutturalista di Claude Lévi-Strauss, che individua invarianti strutturali del mito di Edipo non coerenti tra loro e che riducono il nocciolo sessuale del problema dell'incesto, non conclude a una effettiva spiegazione causale del mito stesso. Né più soddisfacente appare la proposta di René Girard, la cui lettura sacrificale riconduce l’intera vicenda edipica a una meccanica vittimaria che, nella sua pretesa universalità, finisce per dissolvere la specificità del conflitto edipico in una cornice confessionale.

Questi esempi paradigmatici — ai quali i singoli contributi del volume aggiungono ulteriori e più circostanziati rilievi — attestano quanto certe letture, consolidatesi nella tradizione accademica, si rivelino, a un’indagine più rigorosa, prive di un autentico fondamento argomentativo. L’apparente solidità di queste critiche si dissolve non appena le si confronti con il testo freudiano e con le esigenze di coerenza interna della teoria.

La riflessione del seminario, tuttavia, non si è limitata alla pars destruens. I contributi raccolti nel volume esplorano la figura dell’Edipo nella pluralità delle sue declinazioni: psicanalitica, mitica, etnoantropologica, clinica, etica e culturale. L’Edipo che emerge da questi lavori non è un residuo dottrinale da aggiornare o da superare, ma un operatore teorico la cui fecondità si misura proprio nella capacità di articolare dimensioni eterogenee dell’esperienza umana.

Ci auguriamo che la lettura di questo volume possa offrire al lettore gli strumenti per una riconsiderazione non preconcetta del complesso edipico e, più in generale, per un confronto con la teoria freudiana che sia all’altezza della sua complessità.

 

Il Direttore editoriale

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