Call for Papers

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E|C n. 47, 2026


Forme della critica contemporanea.
Attori, funzioni e luoghi
a cura di Martina Federico (Università eCampus) e Francesco Mangiapane (Università di Palermo)

Il numero si concentra sulle modalità attraverso cui opera la critica contemporanea oggi, con l’intento di evidenziarne le evoluzioni strutturali, dalla moltiplicazione dei luoghi di esercizio alla varietà di forme testuali che essa ha progressivamente assunto finendo per riconfigurare generi e confini di una paratestualità (Genette 1987) intesa come circolazione di discorsi attorno a un’opera.
La necessità di una tale indagine appare ineludibile alla luce delle forti trasformazioni che lo scenario di riferimento ha subito. Dai suoi ambiti tradizionali – letteratura, cinema, pittura, musica, teatro, cucina, turismo – la critica come genere testuale, si apre oggi a una molteplicità crescente di nuovi campi dove ogni cosa sembra prestarsi a oggetto di valutazione e – cosa ben più rilevante – da parte di chiunque (cfr. la nota polemica sull’imbecillità della rete imbastita a partire da un intervento di Eco, riassunta in Mangiapane 2015).
L’esplosione del web 2.0 ha infatti fatto saltare gli steccati che le istituzioni editoriali legate al mondo dei media tradizionali (carta stampata, televisione) frapponevano alla distribuzione del sapere. Ciò ha determinato conseguenze enormi nell’esercizio del discorso critico, facendo entrare in crisi per primo proprio il ruolo tematico dell’“intellettuale”, così come era stato delineato a partire almeno dai tempi dell’Affare Dreyfus. Costui o costei, intervenendo dall’alto di una posizione istituzionalmente riconosciuta, leggeva il presente e anticipava il futuro grazie alla propria capacità di riconoscere schemi e ricorrenze invisibili a prima vista (cfr. Sedda 2025), per contribuire alla formazione dell’opinione pubblica, oltre che per organizzare la conoscenza.
Oggi le cose vanno diversamente. La sensazione generale è che viviamo un’epoca del commento, e che un tale assetto infrastrutturale abbia finito per “democratizzare” l’esercizio della critica al punto da renderci tutti intellettuali (cfr. Marrone 2017), elargitori di giudizi su ogni ambito della vita quotidiana.
Un ruolo cruciale in questo senso è certamente giocato dai social network. Oggi a imporsi è infatti la logica della rete, con le sue forme attoriali (il “popolo della rete”, gli influencer, le community), di distribuzione (il famigerato “Algoritmo”, la viralità), di remunerazione (i like, l’engagement, la reputation), prevalentemente orientate a una convalida in qualche modo dal basso del giudizio sull’arte e sulle arti del vivere. La figura stessa del critico viene qualche volta convalidata nella sua autorevolezza anche solo dal numero dei followers.
Nel medesimo panorama, un ruolo altrettanto cardine è assunto da quelle piattaforme che hanno rivoluzionato il mercato culinario e dell’ospitalità e che si sono rivelate perno e catalizzatrici della cosiddetta sharing economy, fra tutte Airbnb e Tripadvisor (Ventura Bordenca, 2022). Piattaforme che, mettendo in contatto fruitori e produttori, hanno delineato i contorni di un rapporto alla pari con ruoli continuamente interscambiabili, dando modo a capacità potremmo dire metacognitive di fiorire, in un’ottica circolare: offro come proprietario ciò che richiederei come fruitore, e viceversa. Siti o app che hanno reso la recensione il loro nucleo fondante, oltre che un’arma a doppio taglio: allo stesso tempo forma di tirannia e forma di controllo sociale. Portali dalla valutazione prestrutturata che dal loro interno dettano le coordinate attraverso cui deve essere “pensato” il giudizio, e in fondo l’esperienza tout court (Eugeni 2010), e che orientano gli utenti a formare uno specifico gusto (una competenza estetica sulla vita quotidiana), determinando le regole della socialità e del vivere insieme (Peverini, Pezzini, Polidoro, a cura di, 2025).
Assistiamo a dinamiche spesso sorrette dalle logiche dell’algoritmo o della viralità che incidono su circolazione e visibilità dei contenuti sul web in modo non del tutto trasparente, influenzando in un senso decisivo le scelte da parte di utenti non necessariamente consapevoli. In alcuni casi, si tratta di testualità direttamente innervate dall’attore collettivo per eccellenza dei tempi odierni, ovvero l’intelligenza artificiale, che fa una media tra tutto ciò che – fondamentalmente – l’utente vuole sentirsi dire. Tale nuovo attore va incontro ai suoi bisogni, configurando un oggetto del desiderio plasmato a immagine e somiglianza dell’utente (Federico 2025). Esso si disgrega e ricompone a seconda di chi c’è di fronte (Eco 1962): è il prodotto, i semiologi lo hanno sempre saputo (cfr. Marrone 2007), che costruisce il target e non il contrario.
D’altro canto, le stesse forme di critica più tradizionali, quella letteraria e quella cinematografica in primis, si sono riassestate in seguito alla scossa irradiata dal nuovo corso. Alla stregua del resto, abbiamo visto nascere esperimenti di critica via Telegram, cariche di nuovi critici letterari o cinematografici con propri, seguitissimi, canali YouTube (come non pensare a TeleDurruti di Fulvio Abbate, o al recentemente scomparso – giovanissimo – Federico Frusciante), dove è il corpo stesso a mettesi in scena coinvolgendo recitazione, mimica, prosodia, intonazione e tono e, infine, utilizzando un linguaggio sincretico, che spesso ricorre al registro satirico e ironico. Abbiamo assistito nondimeno al diffondersi di innumerevoli riviste di critica on line che hanno affiancato e spesso scalzato quelle cartacee anche grazie alla possibilità di corredare i loro pezzi di materiale audiovideo (sul videosaggio si veda Dusi e Spaziante, 2018). Come dialogano queste nuove configurazioni con la vecchia critica che a metà degli anni Settanta Francesco Casetti (1975), soffermandosi sul cinema, definiva in modo plurale (“testo”, “insieme”, “norma”, “istanza”)?
A quasi quarant’anni dalla prima edizione originale di un’opera cruciale come Soglie (Genette 1987), quali strumenti può mobilitare oggi la semiotica come metodologia di analisi testuale e socioculturale per indagare le forme della paratestualità contemporanea (Federico 2017), tanto più se intesa come operante in forme inedite nel moltiplicarsi dei luoghi deputati a ciò (Montani, Pezzini 2024)? In questo crocevia di trasformazioni mediali, intelligenza artificiale, marketing etc. l’approccio semiotico mira a indagare il trasversale campo d’azione della critica come genere discorsivo nelle sue varie manifestazioni puntando a raccogliere contributi che indaghino in queste direzioni e che diano conto delle sue evoluzioni anche in senso storico, senza dimenticare che gran parte dell’attività semiotica passa o è passata dall’esercizio della critica su quotidiani e riviste, basti pensare a studiosi come Barthes, Eco, Fabbri, Calabrese (i cui contributi critici sono stati recentemente messi in volume, 2024), e al fatto che testi fondanti come Apocalittici e integrati (Eco 1964), da un lato, e Miti d’oggi (Barthes 1957), dall’altro, sono in fondo dei testi di critica sociale tout court.

 

Possibili linee di ricerca 

1. Forme di vita: soggettività, autorialità, delega, forme di ibridazione
Qui si collocano idealmente saggi che indagano le forme di vita emergenti dalla relazione intorno ai testi della critica contemporanea. In particolare, l’attenzione è posta sul modo in cui  nuovi e vecchi ruoli tematici già riconosciuti nello scenario mediale – influencer, blogger, critici propriamente detti, youtuber, tiktoker (Marino, Surace, a cura di, 2023) – e relative competenze entrano in contatto con le figure della ricezione, oltre che sull’indagine sollecitata dalle testualità ibride dell’intelligenza artificiale, che nondimeno possiedono caratteristiche proprie.

2. Dinamiche circolari, genetiche e intermediali
Quando la critica è intesa come termine mediano che opera tra prodotto e pubblico a diventare centrali sono quelle dinamiche messe in opera, ad esempio, dai sistemi di raccomandazione (Federico, 2025; Santangelo, Botta, Ferraro 2021). Strumenti del genere intervengono nella strutturazione delle pratiche di accesso, orientamento e valorizzazione per quanto riguarda i contenuti da fruire (Re 2026), seguendo flussi magmatici in continua ridefinizione tra logiche “fandom” insieme intermediali e genetiche (Dusi, Eugeni 2025; Dusi, Grignaffini 2021).

3. Funzioni (pubblicità vs critica)
Se pensiamo alle funzioni della critica, potrebbe rivelarsi utile un’indagine sul posizionamento delle nuove forme di critica in un’ottica comparativa rispetto ad altre forme retoriche, in particolare soffermandosi sul discrimine fra propaganda o promozione e recensione, sulle loro relazioni, opposizioni e ibridazioni (Perullo 2019).

 4. Confini tra critica e semiotica, analisi e sintesi
Quali sono i confini tra semiotica e critica nel rispetto dell’accuratezza di un apparato analitico? Se, da un lato, testi imponenti per profondità e precisione analitica come S/Z (Barthes 1970) o Maupassant (Greimas 1976) vivisezionano un racconto e fanno indirettamente anche della critica, dall’altro la recensione agisce mobilitando gli strumenti critici disciplinari senza la profondità, la precisione e l’accuratezza dell’analisi. Qual è dunque il discrimine fra analisi semiotica e attività critica (cfr. Mangiapane 2022, 2024)? Qui trova ancora un ruolo proprio l’intelligenza artificiale, se intesa come strumento analitico utile a una riflessione sui testi attraverso pratiche di smontaggio, mediante, ad esempio, le rimodulazioni del prompt (Burgio, Manchia 2024).

 

Riferimenti bibliografici
Barthes R., 1970, S/Z, Paris, Seuil.
Barthes, R., 1957, Mythologies, Paris, Seuil; trad. it. Miti d’oggi, Torino, Einaudi 1975. 
Burgio, V., Manchia, V., a cura, 2024, “Interfacce. Forme dell’accesso e dispositivi dell’intermediazione”, in Carte Semiotiche. Rivista internazionale di semiotica e teoria dell’immagine.
Calabrese, O., 2024, Ladri di virgolette. Interventi 1978 – 2007, Palermo, Museo Pasqualino.
Casetti, F., 1975, “Per una definizione di critica cinematografica”, in Ikon. Forme e processi del comunicare, 60/61, 2010, pp. 137- 157, Milano, FrancoAngeli.
Dusi, N, Eugeni, R., a cura, 2025, Il meme della rosa. Riletture e trasposizioni del nome della rosa, Milano, La nave di Teseo.
Dusi, N., Grignaffini, G., 2020, Capire le serie tv. Generi, Stili, Pratiche, Roma, Carocci.
Dusi, N., Spaziante, L., 2018, “Editing is anything: pratiche di video essays tra semiotica ed estetica, in Cinergie – Il cinema e le altre arti, 13.
Eco, U., 1962, Opera aperta, Milano, Bompiani.
Eco, U., 1964, Apocalittici e integrati, Milano, Bompiani.
Eugeni, R., 2010, Semiotica dei media, le forme dell’esperienza, Roma, Carocci.
Federico, M., 2017, Trailer e film. Strategie di seduzione cinematografica nel dialogo tra i due testi, Milano, Mimesis.
Federico, M., 2025, “Errore di raccomandazione. Densità del testo e ampliamento del senso: percorsi di visione all’epoca degli algoritmi”, in C. Bianchi, M. Boero e R. Ragonese, a cura, 2025, “Nuove forme di testualità nella comunicazione pubblicitaria. Discorsi, pratiche e narrazioni”, in Ocula. Semiotic Eye on media”, 33.
Ferraro, G., Santangelo, A., Botta, A., 2021, “Il significato di un suggerimento di visione. Riflessioni semiotiche sul sistema di raccomandazione di Netflix”, in DigitCult, 6(2021), pp. 37-50.
Genette, G., 1987, Seuils, Paris, Seuil; trad. it. Soglie, Torino, Einaudi 1997.
Greimas, A.J., 1976, Maupassant. La sémiotique du texte : exercises pratiques, Paris, Seuil; trad.it. Maupassant. La semiotica del testo in esercizio, Milano, Bompiani 2019.
Mangiapane, F., 2015, “Eco e gli imbecilli”, in Doppiozero, 26 giugno.
Mangiapane, F., 2022, “On Peppa Pig’s Method”, in Metodo e testualità. Costruzioni analitiche e modi di fare, E/C, n. 34.
Mangiapane, F., 2024, “Presentazione – Il potere inafferrabile del desiderio”, in O. Calabrese, 2024.
Marino, G., Surace, B., a cura , 2023, Tik Tok. Capire le dinamiche della comunicazione ipersocial, Milano, Hoepli.
Marrone, G., 2007, Il discorso di marca, Laterza, Roma-Bari.
Marrone, G., 2017, “Social media e comunione fàtica: verso una tipologia delle pratiche in rete”, in Versus, 125(2), 249-272.
Montani, P., Pezzini, I., a cura , 2024, Scrittura estesa. Versus, 138(1).
Perullo, N., 2019, Del giudicar veloce e vacuo. Metacritica della critica gastronomica, Roma, Edizioni estemporanee.
Peverini, P., Pezzini, I., Polidoro, P., a cura, 2025, Come vivere insieme. Semiotica dei collettivi, Milano-Udine, Mimesis.
Re, V., 2026, Che cos’è Netflix, Roma, Carocci.
Sedda, F., 2025, L’imprevedibile accade, Milano, Bompiani.
Ventura Bordenca, I., 2022. “Raccontare lo street food in viaggio: critica del giudizio turistico”, in E|C n. 36, pp. 97-110.

Scadenza per l’invio degli abstract (max 2000 caratteri): 15 giugno 2026
Accettazione abstract: 25 giugno 2026
Scadenza per l’invio dei testi definitivi: 5 settembre 2026
Pubblicazione: novembre 2026

Inviare le proposte a:
martina.federico@uniecampus.it
francesco.mangiapane@unipa.it 

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