Per una semiotica deleuziana: bozza di un manifesto

Autori

  • Giuditta Bassano
  • Tatsuma Padoan

Abstract

Il saggio traccia la bozza di un manifesto per una semiotica deleuziana. Anziché ricostruire la storia dei rapporti tra Deleuze e la teoria semiotica, ne isola quattro spostamenti che esso impone alla disciplina. Il primo riguarda l'oggetto, che non viene più riconosciuto ma emerge diagrammaticamente, per traduzione transemiotica. Il secondo ricolloca l'enunciazione, dal soggetto che si esprime ai concatenamenti collettivi, alle ecceità impersonali e agli attori non umani. Il terzo ripensa il diagramma come macchina astratta immanente di transcodificazione tra espressione e contenuto, contro ogni linguisticismo. Il quarto mappa cartograficamente corpi e affetti, come soglie di divenire. Una serie di semiogrammi etnografici – i feticci a chiodi, i danzatori-uccello kaluli, la taranta salentina, la schismogenesi iatmul – mostra come il sapere antropologico abbia alimentato i concetti deleuziani, e come possa sostenere una politica critica dell'immanenza contro la governamentalità algoritmica.

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Pubblicato

2026-10-10

Come citare

Bassano, G., & Padoan, T. (2026). Per una semiotica deleuziana: bozza di un manifesto. E|C, (45), 121–135. Recuperato da https://mimesisjournals.com/ojs/index.php/ec/article/view/6607