Abstract
Il saggio ricostruisce la genealogia della fede germanica nel destino (germanischer Schicksalsglaube), ovvero di quel dispositivo culturale attraverso cui, tra il 1835 e il 1945, la filologia e la linguistica tedesche hanno progressivamente costruito, non scoperto, l’idea che il fatalismo eroico fosse l’essenza dello spirito germanico. L’analisi affronta tre fasi di questa particolare genealogia: quella fondativa (1835-1931), che parte da Jacob Grimm; quella di forte strumentalizzazione ideologica (1933-1945), esemplificata da Hans Naumann; e quella di smontaggio critico (1955-1978), che culmina con Gerd Wolfgang Weber, il quale dimostra che Wyrd/Urðr come dea pagana del fato non è mai esistita.
