La filosofia futura

Rivista semestrale di filosofia teoretica

  • Autorizzazione del Tribunale di Bolzano n. 7 del 28 maggio 2013

  • 2282-4022

  • Semestrale

  • Filosofia teoretica

  • Double blind peer review

  • Code of ethics
  • Call For Papers




La filosofia futura

Rivista semestrale di filosofia teoretica

L’espressione «filosofia futura», nel significato che le ha dato Emanuele Severino, non indica il futuro temporale della filosofia così come si è configurata storicamente, ma il linguaggio in cui viene testimoniata l’assoluta innegabilità (de-stino in senso etimologico) dell’esser sé dell’essente in quanto tale. Affermare l’assoluta innegabilità dell’esser sé dell’essente – tale in quanto la sua negazione è immediatamente autonegativa - significa affermare che la sua negazione è impossibile, che non può esistere mai e perciò che non può esservi un tempo in cui quell’esser sé non sia. Ogni essente è eterno.
In quanto afferma il destino (cioè l’assoluta innegabilità) dell’essere, la filosofia futura non afferma il futuro temporale di una storia, ma il passato originario di ogni storia. Perché allora si dice che è “futura”? Perché è destinata a manifestarsi nei linguaggi dei popoli che verranno, risponde Severino. Io vorrei aggiungere: perché affermando il destino come “ciò che sta” contro ogni sua possibile negazione, si presenta come l’unico futuro possibile (cioè non negabile) della filosofia. In quanto la premessa teoretica che dà l’impostazione di fondo alla Rivista è centrata – nel modo sopra esposto – sulla relazione tra affermazione e negazione, tale relazione è un tratto costitutivo e irrinunciabile della Rivista stessa. Ciò si traduce in una attenzione fondamentale al dibattito, all’accoglimento della critica, delle negazioni, delle discussioni. Non è pertanto sulla base di una motivazione meramente formale o burocratica che La filosofia futura si afferma come rivista di filosofia teoretica volta alla promozione della discussione e del dibattito: appartiene al suo “dna” filosofico.
Tutto ciò si è tradotto e si traduce operativamente nella strutturazione della Rivista, che si articola infatti in due parti: una dedicata alla riflessione sul tema particolare previsto nei vari numeri e una dedicata al dibattito, dove vengono ospitati i rilievi critici sui numeri precedenti, le legittime risposte di chi è stato chiamato in causa e, in generale, i dibattiti filosofici di stringente attualità o particolarmente connessi con i temi trattati dalla Rivista.

Editorial board

Francesco Altea Carlo Arata Pietro Barcellona Enrico Berti Francesco Berto Ilario Bertoletti Remo Bodei Giorgio Brianese Alessandro Carrera Hervé A. Cavallera Piero Coda Nicoletta Cusano Biagio De Giovanni Michele Di Francesco Massimo Donà Maurizio Ferraris Umberto Galimberti Giulio Giorello Giulio Goggi Thomas Hoffmann Luca Illetterati Natalino Irti Romano Madera Giacomo Marramao Eugenio Mazzarella Leonardo Messinese Vincenzo Milanesi Fabio Minazzi Salvatore Natoli Sebastian Neumeister Federico Perelda Luigi Perissinotto Ugo Perone Arnaldo Petterlini Bruno Pinchard Giovanni Reale Umberto Regina Mario Ruggenini Luigi Ruggiu Gennaro Sasso Carlo Scilironi Italo Sciuto Pierangelo Sequeri Emanuele Severino Carlo Sini Umberto Soncini Davide Spanio Luca Taddio Andrea Tagliapietra Luigi Vero Tarca Ines Testoni Francesco Totaro Gianni Vattimo Carmelo Vigna Mauro Visentin Vincenzo Vitiello

Editorial office

Giorgio Brianese Nicoletta Cusano Giulio Goggi Davide Spanio Ines Testoni