Call for Papers – I.CON – Rivista Internazionale di Teoria e Pratica dell’Immagine
Numero monografico: “Origini e destini dell’immagine”
Scadenza invio articoli: 1 settembre 2025
Lingue accettate: italiano, inglese.
I contributi vanno inviati alla seguente mail: tariemma@yahoo.it, in forma di documento in formato .doc o .docx reso anonimo.
Saranno accettati contributi delle dimensioni comprese tra le 15.000 e le 40.000 battute (spazi inclusi)
Oltre al testo, alla mail di invio è necessario allegare un documento che contenga:
• un abstract in lingua inglese di max 150 parole
• tre keywords in inglese
• i dati dell’autore (nome e cognome, istituzione di afferenza, recapito email)
I testi selezionati saranno sottoposti a valutazione secondo la procedura di double-blind peerreview.
Per le norme redazionali: Chicago Manual of Style
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Tema nel n. 1: Origini e destini dell’immagine
La questione dell’immagine è al centro di uno dei dibattiti teorici più fecondi e trasversali degli ultimi decenni, in un’epoca segnata dalla proliferazione visiva, dall’ibridazione dei media e dalla trasformazione dei regimi percettivi. A partire da questo scenario, il primo numero monografico di I.CON – Rivista Internazionale di Teoria e Pratica dell’Immagine intende interrogare le radici archetipiche e i futuri possibili dell’immagine, in una prospettiva che incroci filosofia, antropologia, storia dell’arte, media studies, teoria della performance e pratiche artistiche contemporanee.
Sin dalle origini preistoriche della rappresentazione – dai graffiti rupestri alle prime tecniche rituali – l’immagine si pone come nodo tra gesto e memoria, visione e credenza, corpo e segno. Le immagini non sono semplici superfici da decifrare: agiscono, circolano, trasformano, rivelano. È questo l’assunto che accomuna molte delle più rilevanti indagini teoriche del XX e XXI secolo: dalla Bildwissenschaft di Hans Belting, che ha rinnovato la genealogia dell’immagine tra corpo e medium, alla image-acting theory di Horst Bredekamp, che indaga le immagini come agenti autonomi, fino al pensiero relazionale e reticolare di Bruno Latour, che inserisce l’immagine nei circuiti dell’azione simbolica e sociale.
Il pensiero figurativo di Aby Warburg ha aperto la strada a una concezione dell’immagine come sopravvivenza del gesto e del pathos, ponendo le basi per una vera e propria archeologia della memoria visuale, mentre W. J. T. Mitchell ha decostruito le immagini come “oggetti viventi” capaci di generare desiderio, conflitto, identità.
A queste prospettive si affianca un rinnovato interesse per una paleoestetica (Michele Cometa) che indaga le origini cognitive ed evolutive del fare immagini, e una antropologia dell’immagine che, a partire da Gell, mette in luce i poteri affettivi e agentivi delle immagini. Le immagini non rappresentano solo, ma interagiscono, colonizzano lo sguardo, performano identità e affetti.
In questa linea si inseriscono anche le ricerche sull’immagine digitale e algoritmica in un orizzonte di dark media e visualità automatizzata. L’immagine oggi non è più (solo) icona, ma codice, interfaccia, simulazione, filtro, plug-in sensoriale.
A partire da questi riferimenti, il numero intende accogliere contributi teorici e analitici transdisciplinari, che riflettano sul potere delle immagini nel tempo, sui loro supporti e dispositivi, sui loro regimi di senso e sulle loro mutazioni storiche. Si incoraggiano in particolare approcci che incrocino storia dell’arte, media archeology, teorie del cinema e dello spettacolo, filosofia della tecnica, pratiche artistiche emergenti (videoarte, new media, intelligenza artificiale, NFT, estetiche del glitch, ecc.).
Argomenti suggeriti per i contributi:
- Origini cognitive ed evolutive del fare immagine (paleoestetica, neuroestetica, antropologia evolutiva
- Genealogie filosofiche dell’immagine.
- La sopravvivenza delle immagini: Pathosformel, Nachleben, Mnemosyne
- Iconologia critica e materialità visiva
- Immagine e tecnica: dalla pittura murale all’IA generativa
- Immagini e nuovi media: algoritmi, simulazioni, culture visuali digitali
- Dark media e visualità automatizzata
- Pratiche artistiche che problematizzano l’immagine: glitch art, bioarte, estetiche della sorveglianza
- Archeologie e genealogie dello spettacolo: teatro delle ombre, lanterna magica, cinema primitivo, fotografia e spiritismo
- L’immagine come oggetto agente: prospettive antropologiche
- Immagine, corpo e affetto: pratiche performative e corporeità post-digitali
- Estetiche dell’immagine contemporanea: NFT, gaming, avatar, metaverso
