Illusione trascendentale e malattia mentale in Kant: la filosofia critica come terapia
DOI:
https://doi.org/10.7413/2035-8466061Parole chiave:
Illusion, mental illness, Kant, Dialectic, Critique.Abstract
L’articolo esplora il rapporto tra illusione trascendentale e malattia mentale in Kant, proponendo una lettura che supera la tradizionale opposizione tra ragione e follia. Se, come mostrato da Foucault, la modernità sembra relegare la follia a mera patologia separata dalla razionalità, l’analisi kantiana rivela invece una forma di continuità: gli errori del giudizio e l’illusione trascendentale descritti nella Dialettica trascendentale costituiscono il fondamento critico delle forme di malattia mentale descritte nell’Antropologia pragmatica. Seguendo la tesi di Michelle Grier che sostiene l’inevitabilità dell’illusione trascendentale, indago la malattia mentale non come semplice errore contingente, ma come deriva necessaria e inevitabile della ragione, che si traduce empiricamente in deviazioni patologiche delle facoltà cognitive. In questo senso, la malattia mentale non rappresenta ciò che si oppone alla ragione, ma la sua degenerazione interna. La filosofia critica, delimitando i limiti della ragione e impedendone le derive, assume così una funzione terapeutica: non elimina la follia, ma la integra nella comprensione illuminista di una ragione universale, fondata sul senso comune e sulla comunicabilità dei giudizi.