Abstract
Questo articolo analizza la trasformazione delle pratiche creative attraverso una
genealogia critica che distingue tra le forme storiche di trasmissione del sapere artistico
e l'attuale espropriazione creativa nell'era
dell'IA generativa. Contrariamente alle narrazioni continuiste che vedono l’IA generativa
come una naturale evoluzione delle tecniche di riproduzione, l’analisi
identifica una rottura qualitativa: mentre le pratiche tradizionali di copia e
interpretazione generavano competenze e relazioni formative, i sistemi generativi
operano un’estrazione stilistica senza reciprocità né apprendimento umano.
Attingendo alla distinzione di Gehlen tra sollievo e sostituzione, Attingendo alla distinzione di Gehlen tra sollievo e sostituzione,
integrando le intuizioni di Benjamin sulla riproducibilità tecnica con
l’approccio delle capacità di Nussbaum e una critica dell’economia politica
dell’immagine, lo studio delinea tre soglie di trasformazione:
registrazione indessicale (fotografia), delega procedurale controllata
(software digitale) ed estrazione stilistica (IA generativa). Quest'ultima
non configura una democratizzazione, ma una concentrazione del potere creativo
nelle infrastrutture computazionali. Tuttavia, emergono possibilità di
riappropriazione critica attraverso pratiche ecologiche di intelligenza
aumentata che preservano la dimensione formativa della creazione.
