Abstract
Questo articolo esamina «Ninfa fiorentina», il progetto ideato congiuntamente
da Aby Warburg e André Jolles nel 1900 sotto forma di una corrispondenza
immaginaria. Esplora come il fascino per la «figura
in movimento» fosse ripartito tra i due interlocutori:
Jolles, che assumeva il ruolo dell’esteta innamorato, e Warburg,
al contrario, che manteneva una distanza critica per elaborare il proprio
metodo filologico-storico. Attingendo a note e materiali preparatori inediti
conservati nell’Archivio del Warburg Institute
[WIA], l’articolo dimostra che il genere epistolare non era
meramente un espediente retorico, ma un vero e proprio principio teorico,
fondato su una divisione dei ruoli accuratamente articolata. Sostiene
che questo quadro ha reso possibile un eccezionale e necessario
doppio gioco tra passione e prudenza. In questa dinamica interazione,
la passione tempestosa di Jolles e la prudenza storico-artistica
di Warburg rivelano la dualità al centro della riflessione di Warburg su
Ninfa, l’immagine in movimento.
