CALL FOR PAPERS
“Primo Levi: etica e materia”
A cura di Tamara Tagliacozzo e Martina Marinacci
«Troppo chimico, e chimico per troppo tempo, per sentirmi un autentico uomo di lettere; troppo distratto dal paesaggio, variopinto, tragico o strano, per sentirmi chimico in ogni fibra»: queste le parole di Primo Levi all’interno de L’altrui mestiere, che testimoniano la scissione del chimico – scrittore – testimone, capace di raccogliere in sé doppie nature e molteplici intersezioni: la chimica e la scrittura, l’etica e la materia. Questo numero di “B@belonline” invita studiose e studiosi a riflettere su tale molteplicità d’interessi e sulla comunione e convergenza delle attitudini del chimico che si riversano nella mentalità dello scrittore e viceversa. Primo Levi aveva un’autentica vocazione: la costruzione di ponti fra discipline diverse, la capacità di unire la cultura scientifica a quella umanistica e colmare quel “crepaccio” che soleva e suole ancora dividerle. Sanare l’incompatibilità tra le due culture era lo scopo dello scrittore torinese, che si traduce in una riflessione etica in cui la materialità dell’esperienza diviene fonte per una vera e propria “antropologia filosofica” (O. Ombrosi, L’antropologia filosofica di Primo Levi in Giacobbe e l’angelo. Figure ebraiche della modernità, 2012).
L’esperienza di Primo Levi è legata alla praticità e alla concretezza della materia, ma quali sono le forme di tale concretezza? In che modo la filosofia può esplorare il rapporto tra etica e materia? Nonostante la scissione, che dà vita alla creazione della figura del “centauro”, per Primo Levi l’azione della scrittura resta profondamente legata al concetto chimico di “trasformazione”:
«Scrivere è un «produrre», anzi una trasformazione: chi scrive trasforma le proprie esperienze in una forma tale da essere accessibile e gradita al «cliente» che leggerà. Le esperienze – nel senso vasto: le esperienze di vita – sono dunque una materia prima: lo scrittore che ne manca lavora a vuoto, crede di scrivere ma scrive pagine vuote. Ora le cose che ho viste, sperimentate e fatte nella mia precedente incarnazione sono oggi, per me scrittore, una fonte preziosa di materie prime, di fatti da raccontare e non solo di fatti: anche di quelle emozioni fondamentali che sono il misurarsi con la materia (che è giudice imparziale, impassibile ma durissimo: se sbagli ti punisce senza pietà) il vincere, il rimanere sconfitti». (Primo Levi, L’altrui mestiere, Einaudi, Torino, 1985, pp. 12-13).
La call for papers è pensata per indagare i numerosi aspetti di tale trasformazione, nel sondarne le possibili ragioni; nell’esplorazione delle modalità e delle forme in cui “l’emozione fondamentale” del misurarsi con la materia porta l’uomo al confronto con la propria natura. Nelle sue opere, Primo Levi, come un “artigiano del tempo” trascrive fatti e accadimenti esperienziali e li traduce in un’etica della resistenza (M. Giuliani, Per un’etica della resistenza. Rileggere Primo Levi, 2015). Il tema della materialità si riflette, inoltre, in altre opere “fantabiologiche” che oggi possiamo ascrivere al genere della science fiction, ad esempio le raccolte di racconti Vizio di forma e Storie naturali in cui vi è la possibilità di sondare il rapporto tra umano – non umano – disumano.
Invitiamo, vista la vastità degli argomenti, a rispondere a questa call prendendo spunto da una di queste tematiche, da non considerarsi come vincolanti:
- La materia come categoria narrativa e filosofica nell’opera di Primo Levi
- Primo Levi tra filosofia della tecnica ed etica della responsabilità in rapporto con la chimica e le scienze empiriche
- Il rapporto tra materia e memoria, ebraismo, etica ebraica, razzismo in Primo Levi
- Ecologia, antropologia, ambiente e materialità nel pensiero di Primo levi
- Primo Levi antropologo ed etologo; Primo Levi e Charles Darwin
- Primo Levi e Franz Kafka; figure mitologiche e riscrittura del mito
Informazioni generali. Tempistica:
- Entro il 15 settembre 2026 si richiede di trasmettere un abstract fino a 1500 caratteri. Gli abstract devono pervenire via e-mail a questi indirizzi: tagliacozzo@uniroma3.it; martina.marinacci@uniroma3.it
- Entro il 30 settembre 2026 vengono trasmessi via e-mail gli esiti della valutazione degli abstract.
- Entro il 30 gennaio 2027 si richiede di far pervenire gli articoli via e-mail; gli articoli dovranno avere una lunghezza massima di 30.000 caratteri (spazi inclusi). I contributi dovranno rispettare le linee guida editoriali della rivista (ITA/ENG) e saranno sottoposti a una revisione Double-Blind Peer Review.
- La pubblicazione del numero è prevista entro novembre 2027. Il documento, strettamente in formato *Word, deve includere il nome dell'autore, il cognome, la possibile affiliazione istituzionale e un indirizzo e-mail.