Estetiche e poetiche del paesaggio. Dal fermo immagine al movimento

ESTETICHE E POETICHE DEL PAESAGGIO. DAL FERMO IMMAGINE AL MOVIMENTO

A cura di Rita Messori, Katia Botta, Serena Massimo, Emma Pavan

L’imporsi della questione dell’ambiente all’interno delle politiche culturali e all’interno del sentire comune ha avuto come conseguenza quella di mettere in atto una vera e propria riconfigurazione della questione del paesaggio. Ha ancora senso parlare di paesaggio oggi, se il rapporto tra uomo e natura viene sempre più spiegato e normato secondo un’ottica “ambientale”? Quale rapporto si viene a creare tra paesaggio e ambiente? E, soprattutto, cosa intendiamo oggi per paesaggio?
Questo numero monografico di “Aesthetica Preprint” ha come primo obiettivo quello di riprendere dell’idea di paesaggio il suo originario significato estetico. A ben vedere tale idea ha, sin dall’inizio della sua storia, una doppia valenza. Se pensiamo in particolare alla stagione romantica, per un verso il paesaggio è la rappresentazione pittorica di una porzione di natura; per altro verso esso è l’esperienza sensibile-percettiva e affettiva, culminante nella visione contemplativo-spettatoriale di una porzione di natura divenuta spettacolo. Tale modello iconico di paesaggio è ancor oggi molto presente nell’immaginario diffuso.
Negli ultimi decenni lo statuto estetico di tipo contemplativo del paesaggio è stato più volte messo in discussione, nel tentativo di sostituire a uno sguardo distanziante e frontale – strettamente connesso a un’immagine pittorica fissa –, lo sguardo incarnato di un soggetto estetico, sensibile e semovente, immerso in una natura fenomenica in perenne divenire. La messa in crisi del paradigma contemplativo ha difatti condotto a un ripensamento sia del soggetto d’esperienza sia della natura esperita. Il rapporto estetico tra uomo e natura viene ora concepito in modo radicalmente diverso: dal primato della visione alla multimodalità del sentire; dall’essere a distanza, uno di fronte all’altro di soggetto e oggetto, a un intreccio sempre in fieri di reciproche implicazioni; dalla fissità del punto di vista, e dalla costruzione geometrica dello spazio, al movimento e in particolare al ritmo del camminare che apre e traccia, passo dopo passo, la propria via, via attraverso cui il paesaggio si forma.
Il paesaggio sembra delinearsi dunque come l’unità simultanea, sentita e insieme attivata da diverse forme di mediazione, da pratiche culturali e artistiche, tra il movimento corporeo dell’uomo e il movimento delle forme naturali; un incontro tra uomo e natura che avviene all’interno di direzioni formative di senso che si riprendono e si accompagnano, che si contrastano e si aggiustano.
Determinante diviene l’incontro con l’altro, sia esso un essere umano o non umano, un ente naturale o artificiale; è all’interno della pluralità e della varietà degli incontri – e delle pratiche interazionali che essi comportano – che il paesaggio si dà. Se l’ambiente – inteso qui come “Umwelt” – è lo spazio-tempo di vita con le sue pratiche e le sue abitudini, il paesaggio diviene l’aprirsi, nell’esperienza estetica, di nuove e inaspettate possibilità di co-abitazione e di co- esistenza; possibilità sentite esteticamente ed espresse artisticamente, che richiedono il lavoro faticoso del dialogo, della mediazione, dell’invenzione di uno slancio e di un “orientamento comune”, implicante nuove strategie operative, vale a dire una sorta di “poietica condivisa”. Una “poietica condivisa” che può essere messa alla prova da eventi catastrofici o bellici, che può comportare forme di abbandono o di distruzione di luoghi familiari, di sradicamento dal proprio ambiente di vita; oppure forme di ritorno, di “innesti” culturali inediti, di riattivazioni di un passato rimosso, in vista di un “ri-orientamento” e di una riconfigurazione delle pratiche estetico-poetiche che danno un senso al rapporto tra uomo e natura; che, in definitiva, fanno paesaggio.

INDICAZIONI E SCADENZE
Gli abstract e gli articoli completi devono essere inviati ai seguenti indirizzi: rita.messori@uninsubria.it - bottakatia@gmail.com - massimoserenak@gmail.com - emmapav95@gmail.com

ABSTRACT
Termine per l'invio degli abstract: 15 marzo 2027 (una comunicazione sull’accettazione sarà inviata entro il 15 aprile)
Lunghezza dell'abstract per l'invio della proposta: max. 2.000 caratteri (spazi inclusi)

CONTRIBUTI FINALI
Scadenza per l'invio del paper completo: 30 luglio 2027
Lingue accettate: inglese, tedesco, francese, italiano
Lunghezza del paper completo: max. 35.000 caratteri (spazi inclusi e bibliografia) già pronto per il processo di double blind peer review accompagnato da abstract e cinque parole chiave in inglese